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Un tempio in Ologramma

November 21st, 2008

Non aspettatevi solo post “informatici”, se ci fossero solo quelli sarei un uomo morto, farei parte della schiera che grida “italia uno” prima di un programma televisivo, sarei uno che scarica le suonerie del cellulare a 2 euro, sarei uno che piange insieme a Maria de Filippi, sarei un monopolizzato dell’unico Tg che esiste, il “ti dico quello che voglio io, e ti faccio credere quello che dice la mia politica”.

Sarei uno che punta il dito contro i nostri fratelli che arrivano da regioni lontane, sarei l’uomo che ha inventato la parola “razza” per distinguere un mio fratello che abita in città lontane ed etichettarlo, abbandonarlo e appena possibile fregarlo.

Sapete cosa sono gli ologrammi? Sono immagini che vedete tramite una particolare tecnologia, sembrano reali ma se provate a toccarli vedrete che è tutto falso.

Il tempio tecnologico che in italia vediamo è un ologramma.

L’unica cosa veramente tecnologica è la mente umana unita,l’unione di “cervelli” può creare un qualcosa di spettacolare.

Ma come facciamo a creare qualcosa di veramente tecnologico se le aziende italiane che dovrebbero creare tecnologia non puntano a creare un team unito, ma puntano a calcolare il guadagno che avranno sulla singola persona?

A sfruttarla? A non dargli diritti? A non tentare di creare un futuro stabile?

La risposta è semplice…. Non c’è tecnologia !

Avete mai fatto un salto in un Call Center? Io si…

E’ tremendo… La gente chiama per risolvere i problemi… ed in realtà non c’è nessuno che li sa risolvere. Il problema deriva sempre dal fatto che c’è un ricambio continuo di personale, contratti brevissmi, precarietà, mancanza di formazione.

Che guadagno abbiamo noi con la tecnologia se poi tanti non arrivano a fine mese? Se manca lavoro e diritti? Se il nostro stato crolla in continuazione?

La risposta è semplice…. Non c’è tecnologia, e quello che noi attualmente vediamo come progresso, in realtà è un lento ma letale regresso.

Vi lascio il testo di una canzone:

RIT: Io diventerò qualcuno, non studierò non leggerò, a tutti voi dirò di no. Ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio myspace.

Nel dopoguerra non c’era chi urlava nei comizi più di cherokee. Non c’erano TV colme di Nembo Kid ne radio attive come nubi a Chernobyl. C’era l’uomo qualunque, sostenuto dal Fronte dell’Uomo Qualunque. Nella schiena dei partiti affondo le unghie: “Io non sono di destra nè di sinistra, sono un uomo qualunque! E lo stato è demagogo, nel sistema bipolare non mi ci ritrovo..” Ooh, ferma tutto! Devo aver avuto un herpes, dato che questo sfogo non mi è nuovo. Vivo decenni dopo nello stesso clima che su questo fuoco getta più benzina ma non c’è più l’uomo qualunque, tutti sono qualcuno, tutti sono in vetrina. RIT.
Il qualcunista milita in una banda che prende piede se la prendi sotto gamba. Gode come te quando ti stendi sotto Ramba, ma è talmente finto che sembra un ologramma. Partecipa al raduno, di quelli che gridano “Italia uno!” poco prima di un programma. Scrive recensioni di cd nel web e non distingue Zenyatta Mondatta da Ummagumma.
E’ una farsa, ha una cultura scarsa, ma non gli basta il ruolo della comparsa. Prima parla per bocca di Giorgio Bocca e poi la pensa come Giampaolo Pensa. Lascia nei forum commenti di boria, ma si.. sono piccoli commenti di gloria.
Porta avanti una staffetta scorretta: non passa il testimone ma passa a testimonial. RIT.
“Il Fronte dell’Uomo Qualunque è il primo partito di questo paese. Grazie e arrivederci.”
Bene, adesso mister e miss faranno del parlamento la Diaz del Blitz. Non distinguono il Foglio dal Manifesto, del resto io non distinguo Libero da Gin Fizz. La democrazia fa la fine del vip che ritrova H.P sull’uscio dell’hotel Ritz.
E siamo tutti nelle mani di chi? Di questi che per diventare qualcuno cambiano nick? Si, il Fronte dell’Uomo Qualcuno ha voti al cubo, mamma che dolore al culo, lo appuro, se questo è uno scherzo manca il sens of humor.
Uuh che manrovescio! Stiamo seppellendo nell’Endemol generation. Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination?


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